Roberto Gilardi
light heart & mind
Il Counselling Situazionale uali sono le competenze che un Counsellor Professionista, un Medico, un Docente, un Educatore, un Infermiere, un Consulente d'Azienda, un Volontario, un Avvocato, un Sacerdote o uno degli altri profili che si rivolgono alle relazioni d'aiuto, può acquisire per innalzare la qualità del proprio agire? Quali sono i fattori che rendono una relazione d’aiuto produttiva e significativa? In che modo il Counselling si inserisce nel mondo delle relazioni d'aiuto? E' possibile valutare l'efficacia di una relazione d'aiuto, con quali strumenti, con quali criteri di riferimento? are domande è semplice, basta non sapere nulla e immaginare un qualsiasi stimolo. Rispondere in modo serio, approfondito, documentato e scientifico è molto più complesso. La relazione d’aiuto coinvolge due o più persone, gli elementi più difficili da “misurare e valutare”, perché sono quanto di più distante ci possa essere dalla “oggettività”, condizione necessaria per considerare un approccio scientifico rigoroso. La relazione tra due persone, non è una questione di matematica, due più due il più delle volte non fa per nulla quattro. iuttosto una relazione è qualcosa che si avvicina alla chimica, branca della scienza dove possono avvenire cose molto più misteriose del rigore algebrico. L’innamoramento e l’innamorarsi ne sono l’emblema: ormoni conditi da sguardi e informazioni non codificabili, non ripetibili, non misurabili. Questo testo cerca di avvicinare chimica e matematica, cerca di studiare in modo ben organizzato la chimica di una relazione d’aiuto nei suoi elementi strutturali, funzionali, processuali, per trarne indicazioni operative molto concrete in tutti i campi di applicazione. uesto libro è scritto da una persona ignorante e superficiale. Proprio così, il sottoscritto. Un atto di profonda e serena autostima realistica e onesta è necessario come premessa. Ignorante per la quantità di cose che non conosco della vita, del mondo, delle persone e di me stesso. Superficiale perché non partirò ………
Light heart & mind il 1973 e la mia vita trascorre militare alla Compagnia Atleti, negli ambienti più belli ed ambiti dell’intera Cecchignola, la città militare di Roma. E’ tempo di fricchettoni, hashisc e concerti pop e rock, dagli America a Villa Pamphili, a Frank Zappa e John Mayall al Palasport dell’EUR. E’ tempo di controcultura, post sessant’otto e prove di anni di piombo. La sera, nella palestra di cui un amico commilitone ha le chiavi come custode, si suona la chitarra, si gioca a carte, si parla di cose strane, telepatia, trasmissione di immagini da una mente ad un altra. Qualche spinello dal quale vengo tenuto lontano, vista la mia immacolata ingenuità, e sotto il lavandino un ragazzo che si fa di morfina, sempre nascosto ai miei occhi, che non devono vedere per non impressionare la mia anima candida e pura, a detta degli altri due. Abitudini da fumacchioni e letture comuni vanno di pari passo: A scuola dallo stregone, Viaggio a Ixtlan, Gli insegnamenti di Don Juan, Una realtà separata di Carlos Castaneda. E poi un libretto di altro tipo e natura, scritto da Richard Bach. Titolo: Il gabbiano Jonathan Livingstone. l legame con il titolo è presto detto. Jonathan è gabbiano speciale, diverso, ardito ed ambizioso, determinato a rendere la propria esistenza significativa e non banale, a differenza dell’intero gruppo di gabbiani che investe tutte le energie attorno alle barche dei pescatori per raccogliere gli scarti di cibo. Egli vola alto, ricerca le tecniche per rendere il volo una esperienza avvicente in sè, non solo mezzo per battere gli avversari di desco, e afferrare al volo quanto i pescatori lanciano dai pescherecci. cco la metafora della nostra esistenza, delle scelte più o meno consapevoli che le persone fanno, per attribuire significato alla propria. Chi si arrabatta attorno ai pescherecci, alle prese con il livello esistenziale più basso che l’umanità possa concepire, sino a perdere il diritto di chiamarla umanità. Chi cerca, prova, riflette, si interroga, agisce in funzione di scopi e progetti non esclusivamente legati a cibo, sesso, vestiti, nuovo smartphone, nuova macchina, nuova TV. gnuno col suo viaggio, ognuno diverso, ognuno in fondo persoe dentro ai fatti suoi. E se cibo, sesso, vestiti e smartphone nuovi non ti bastano, ogni tanto fai visita a questa pagina, potresti trovare qualcosa di nuovo e stimolante.
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Approfondimenti di Counselling Situazionale per Professionsiti della Salute al libro «Il Counselling Situazionale, è tratto il corso FAD dal titolo «Approfondimenti di Counselling Situazionale per Professionisti della Salute, distribuito in Italia dalla IMR - Italian Medical Research La partecipazione al corso, consente l’acquisizione di 50 Crediti ECM. Il corso è rivolto a tutti i Professionisti della Salute: Medici Psicologi Infermieri E’ corredato dai seguenti materiali: Capitoli del testo Il Counselling Situazionale Video di Presentazione del corso Video di Presentazione di ogni Capitolo Video di Motivazione ad ogni Capitolo Video di Approfondimento per ogni Capitolo Video di Sommario per ogni Capitolo, con la funzione di permettere la focalizzazioen degli apprendimenti Inoltre è offerta sulla piattaforma online un’area di tutoraggio nella quale interagire direttamente con l’autore del testo e del corso, con il Prof. Raffaele Arigliani, Direttore Scientifico della IMR, e con tutti gli altri corsisti per la condivisione ed elaborazione comune di casi, domande, dubbi inerenti il percorso formativo e la applicazione dei contenuti al proprio contesto lavorativo.
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Un luogo dove mente e cuore si accendono n questo luogo magico e positivo, sono passate persone da tutta Italia. Tante persone. Dal Piemonte alla Puglia, dalla Lombardia alla Sicilia, dal Trentino alla Sardegna. Questa landa sperduta del profondo norde-est, ha significato per molti un’oasi di professionalità, arricchimento, riflessione, apprendimento, ironia, buonumore e benessere soprattutto. Se una persona si prende la briga di fare mille e più chilometri in aereo, in treno o in macchina per trascorrere un week end o quattro giornate formative residenziali consecutive, ci sarà pure un motivo. Se i muri potessero parlare, se le onde sonore si potesero recuperare, chissà quante storie si potrebbero riascoltare, quante informazioni recuperare, quanti cambiamenti si potrebbero osservare. Dai 23 ai 66 anni, ce n’è per tutti i gusti e le passioni. e è vero che si impara veramente quando si insegna, tutte queste persone mi hanno offerto una infinità di occasioni di apprendimento. E quindi esprimo in queste righe un sentimento di gratitudine per coloro che hanno deciso di posare le loro più o meno stanche membra, sugli scranni di questo tempio della umanità. Peccato non poter mostrare uno ad uno i volti delle persone che si sono alternate, e che hanno portato esperienze, racconti, desideri, anche sogni, alcuni dei quali realizzati in pieno. n giorno di tanti anni fa, sono con un gruppo di docenti per attività formative, e durante uno dei lavori di gruppo mi avvicina un Professore, Scuola Media di quel tempo. Il suo sguardo è dimesso, un poco spento. Mi parla della pensione ormai alle porte, di a pochi mesi, ed i suoi occhi si fanno lucidi. Non è tanto il momento di passaggio, il distacco da una attività che ha riempito la sua vita per quarant’anni, legami affettivi, riti e ritmi quotidiani da ristrutturare, apertura di ultima fase di vita prima della partenza. Niente di tutto questo. E’ triste perchè si sta rendendo conto che tutto il suo patrimonio di acquisizioni, esperienze, successi ed insuccessi, soluzioni e idee creative nella gestione della classe e soprattutto della materia da lui insegnanta, andranno persi. Non avrà modo e possibilità di trasferire ad alcuno il suo tesoro. E tutto morirà con lui. Una cospicua eredità senza eredi, e senza altri possibili destinatari, Associazioni benefiche, Parrocchie e Fondazioni filantropiche. n quel pomeriggio nasce uno dei miei motti: «I tuoi soldi nella tomba non te li puoi portare. Le tue idee sì». Perchè quel Professore se ne andava triste per la impossibilità di trasferire, ma a questo mondo esistono al contrario milioni di persone che questo non lo vogliono proprio, come fosse un furto. Evitano accuratamente di condividere le proprie intuizioni, o fanno di tutto per proteggerle, ripararle da occhi indiscreti, avere e mantenerne il copyright a vita, sfruttare la conoscenza come strumento di potere e privilegio, se non sopraffazione e sfruttamento. d ecco nascere il secondo motto: «La conoscenza è fatta per arricchire il mondo, non solo il prestigio o il portafoglio delle persone». i ritengo una persona molto fortunata. Ho avuito migliaia di possibilità di mettere a disposizione di altri il mio portafogli, regalando allo stesso tempo la libertà di prendere o lasciare. Ho avuto la fiducia e la stima di tante persone, che se solo avessero consciuto la mia prima e seconda parte di vita, avrebbero immediatamente cambiato idea.
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